Decreto collegato alla Finanziaria 2020

 “Collegato alla Finanziaria 2020”, in vigore dal 27.10.2019, contenente alcune “disposizioni urgenti” in materia fiscale e per esigenze indifferibili, di seguito esaminate.

ACCOLLO DEBITO D’IMPOSTA ALTRUI E DIVIETO DI COMPENSAZIONE – Art. 1

In caso di accollo del debito d’imposta altrui di cui all’art. 8, comma 2, Legge n. 212/2000 è previsto che l’accollante deve procedere al pagamento secondo le modalità in vigore, senza possibilità di compensare lo stesso con i propri crediti.

I versamenti in violazione di tale divieto si considerano come non avvenuti (sono applicabili le sanzioni ex art. 13, D.Lgs. n. 471/97).

Con gli atti di recupero dell’imposta / sanzioni / interessi, da notificare entro il 31.12 dell’ottavo anno successivo a quello in cui è stato presentato il mod. F24 sono irrogate:

all’accollante le sanzioni di cui al citato art. 13:

- comma 4, pari al 30% del credito utilizzato;

- comma 5, dal 100% al 200% del credito utilizzato, se inesistente;

all’accollato la sanzione di cui al comma 1 del citato art. 13 (30% dell’importo non versato).

L’accollante e l’accollato sono coobbligati in solido per l’imposta e gli interessi.

Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

CESSAZIONE PARTITA IVA E INIBIZIONE COMPENSAZIONE – Art. 2

Con l’introduzione dei nuovi commi 2-quater e 2-quinquies all’art. 17, D.Lgs. n. 241/97 è prevista l’esclusione della possibilità di utilizzare i crediti in compensazione, in caso di notifica di un Provvedimento di:

cessazione della partita IVA ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72. Il divieto:

– opera a prescindere dalla tipologia e dall’importo dei crediti, ancorchè questi ultimi non siano maturati con riferimento all’attività esercitata con la partita IVA oggetto del Provvedimento;

–  rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulta cessata;

esclusione della partita IVA dall’elenco dei soggetti che effettuano operazioni intraUE

(VIES) ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72.

L’esclusione rimane in vigore fino alla rimozione delle irregolarità che hanno generato l’emissione del Provvedimento di esclusione.

Come precisato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame, i crediti possono essere comunque:

richiesti a rimborso ex artt. 38, DPR n. 602/73 e 30, DPR n. 633/72;

 riportati nella dichiarazione successiva.

L’utilizzo in compensazione dei crediti in violazione di quanto sopra comporta lo scarto del mod. F24.

 

COMPENSAZIONE CREDITI TRIBUTARI – Art. 3

Sono riviste le modalità di utilizzo in compensazione dei crediti IRPEF / IRES / IRAP emergenti dalle relative dichiarazioni allineandole a quanto previsto attualmente ai fini IVA.

In particolare, a seguito della modifica degli artt. 17, D.Lgs. n. 241/97 e 37, DL n. 223/2006, è previsto che, con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal 2019, la compensazione nel mod. F24:

del credito IVA annuale / trimestrale;

del credito IRPEF / IRES / IRAP e imposte sostitutive;

per importi superiori a € 5.000 annui, può essere effettuata esclusivamente tramite i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale / istanza da cui emerge il credito.

Per poter utilizzare in compensazione nel mod. F24 i crediti relativi alle imposte dirette e sostitutive / IRAP, per importi superiori a € 5.000 annui, è necessario rispettare le seguenti condizioni:

preventiva presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito;

presentazione del mod. F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Quest’ultima condizione si applica anche all’utilizzo in compensazione dei crediti maturati dal sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi / bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, rimborsi da mod. 730 e Bonus Renzi € 80) nonché da parte dei soggetti “privati” (non titolari di partita IVA).

In base alle nuove disposizioni, il credito IRPEF / IRES / IRAP 2019 può quindi essere utilizzato in compensazione non più dall’1.1.2020, bensì dopo la presentazione della relativa dichiarazione.

Così, ad esempio, ipotizzando che il mod. REDDITI 2020 SC sia presentato il 30.9.2020 il credito IRES può essere utilizzato in compensazione dal 10.10.2020.  È evidente che ciò si traduce per      il contribuente in un “differimento” della possibilità di utilizzo dei crediti tributari maturati, con i conseguenti aggravi in termini di risorse finanziarie per il versamento di quanto dovuto all’Erario.

L’Agenzia  delle  Entrate  /  INPS  /  INAIL  possono  definire  procedure  di cooperazione

rafforzata per il recupero dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione nel mod. F24.

 

ATTIVITÀ DI CONTROLLO

Ai sensi dell’art. 37, comma 49-ter, DL n. 223/2006, l’Agenzia delle Entrate può sospendere fino a 30 giorni l’esecuzione dei mod. F24 contenenti compensazioni “a rischio”, per finalità di controllo.

Con l’introduzione del nuovo comma 49-quater al citato art. 37 è previsto che, qualora a seguito di tale attività di controllo, i crediti indicati nel mod. F24, risultino non utilizzabili:

O l’Agenzia comunica entro 30 giorni la mancata esecuzione del mod. F24 al soggetto che ha trasmesso la delega di pagamento;

O è applicata la sanzione prevista dal nuovo comma 2-ter dell’art. 15, D.Lgs. n. 471/97, pari a €

1.000 per ciascun mod. F24 non eseguito. Non è applicabile il c.d. “cumulo giuridico” ex art. 12, D.Lgs. n. 472/97.

 Il contribuente, entro 30 giorni, può fornire chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito a elementi non considerati / valutati erroneamente dalla stessa.

L’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione non è eseguita qualora il contribuente provveda a pagare la somma dovuta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. L’Agente della riscossione notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo entro il 31.12 del terzo anno successivo a quello di presentazione del mod. F24.

 Le disposizioni sanzionatorie trovano applicazione per i mod. F24 presentati a decorrere dal mese di marzo 2020.

Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

REVERSE CHARGE PER SOMMINISTRAZIONE DI MANODOPERA – Art. 4, commi 3 e 4

 Con l’introduzione della nuova lett. a-quinquies) al comma 6 dell’art. 17, DPR, n. 633/72 è esteso il reverse charge alle “prestazioni di servizi, diversi da quelle di cui alle lettere da a) ad a-quater), effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma”.

Tale disposizione non è applicabile alle operazioni effettuate nei confronti dei soggetti rientranti nello split payment ex art. 17-ter e alle agenzie per il lavoro disciplinate dal Capo I, Titolo II, D.Lgs. n. 276/2003 (agenzie di intermediazione, agenzie di ricerca e selezione del personale, agenzie di supporto alla ricollocazione professionale, ecc.).

L’efficacia della nuova disposizione è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte del Consiglio UE ai sensi dell’art. 395, Direttiva n. 2006/112/CE.

 

PREVENZIONE DELLE FRODI NEL SETTORE DEI CARBURANTI – Art. 6

Ai sensi dell’art. 1, comma 937, Finanziaria 2018 per la benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori e per gli altri prodotti carburanti o combustibili, introdotti in un deposito fiscale o in un deposito di un destinatario registrato, l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione dal deposito di un destinatario registrato è subordinata al versamento dell’IVA con il mod. F24, senza possibilità di compensazione. Il versamento è effettuato dal soggetto per conto del quale il gestore dei citati depositi procede ad immettere in consumo / estrarre i prodotti.

Con la modifica del comma 940 è previsto che la deroga all’applicazione del citato comma 937, relativa al versamento anticipato dell’IVA, può essere applicata solo qualora l’immissione in consumo dal deposito fiscale sia effettuata per conto di un soggetto che oltre a presentare specifici criteri di affidabilità, presti idonea garanzia.

Con la modifica del comma 941 è altresì previsto l’obbligo di versamento anticipato dell’IVA di cui al citato comma 937, ai prodotti di proprietà del gestore del deposito di capacità inferiore a 3.000 mc dal quale sono immessi in consumo / estratti (tale limite di capacità può essere rideterminato dal MEF).

Con l’introduzione del nuovo comma 941-bis al citato art. 1, è disposto il divieto di utilizzo della dichiarazione d’intento per gli acquisti / importazioni definitive di benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti di cui al citato comma 937.

In deroga al predetto divieto, il nuovo comma 941-ter consente l’utilizzo della dichiarazione d’intento alle imprese ex art. 24-ter, D.Lgs. n. 504/95 (autotrasportatori di cose per conto terzi, ecc.) che acquistano ai fini dello svolgimento dell’attività di trasporto, gasolio, presso un deposito commerciale, da soggetti che non rivestono la qualifica di depositario autorizzato e dai destinatari registrati, nonchè da soggetti diversi.

 

ACCISA SUL GASOLIO COMMERCIALE – Art. 8

Con riguardo al gasolio commerciale usato come carburante ex art. 24-ter, D.Lgs. n. 504/95, è introdotto un parametro per la determinazione dell’importo massimo rimborsabile, fissato in 1 litro di gasolio consumato, da ciascun veicolo che può beneficiare dell’agevolazione, per ogni chilometro percorso.

 

ACQUISTO UE DI VEICOLI USATI – Art. 9

Con l’introduzione del nuovo comma 9-bis all’art. 1, DL n. 262/2006 è disposto l’obbligo di preventiva verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate nel caso in cui l’acquirente non è tenuto al versamento dell’IVA tramite il mod. F24 ELIDE.

In particolare, ora la verifica va effettuata anche nei confronti dei soggetti privati che acquistano mezzi usati da Stati UE.

Gli esiti del controllo sono trasmessi al Dipartimento per i trasporti ex art. 4, comma 1, lett. b) e c), Decreto 26.3.2018.

Le modalità di attuazione della verifica sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

DOCUMENTO AMMINISTRATIVO SEMPLIFICATO TELEMATICO – Art. 11

L’art. 1, comma 1, lett. b), DL n. 262/2006, dispone la presentazione esclusivamente in forma telematica del documento di accompagnamento previsto per la circolazione dei prodotti soggetti / assoggettati ad accisa.

Ora è fissata al 30.6.2020 la data entro la quale trova applicazione tale obbligo, limitandone, in fase di prima attuazione, l’applicazione ai trasferimenti di benzina e gasolio usato come carburante assoggettati ad accisa.

Le modalità attuative sono demandate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

TRUST – Art. 13

Con riguardo ai trust “trasparenti”, ossia trust con “beneficiari individuati”, l’art. 73, comma 2, TUIR dispone che i redditi prodotti dal trust sono imputati ai beneficiari “in ogni caso”, cioè indipendentemente dall’effettiva percezione, e, conseguentemente, sono assoggettati ad imposizione in capo ai beneficiari.

Come previsto dall’art. 44, comma 1, lett. g-sexies), TUIR, rientrano tra i redditi di capitale “i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell’art. 73, comma 2, anche se non residenti”.

Con l’intento di assoggettare a tassazione nei confronti dei beneficiari italiani anche i redditi distribuiti dai trust opachi esteri stabiliti in Stati a fiscalità privilegiata (ossia, trust i cui eventuali beneficiari possono ricevere il reddito, o parte del reddito, del trust solo a seguito di una scelta discrezionale operata dal trustee), la citata lett. g-sexies è stata modificata prevedendo che sono redditi di capitale anche “i redditi corrisposti a residenti italiani da trust e istituti aventi analogo contenuto, stabiliti in Stati e territori che con riferimento al trattamento dei redditi prodotti dal trust si considerano a fiscalità privilegiata ai sensi dell’articolo 47-bis, anche qualora i percipienti residenti non possono essere considerati beneficiari individuati ai sensi dell’articolo 73”.

Con l’aggiunta del nuovo comma 4-quater, all’art. 45, TUIR è altresì previsto che “qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri, nonché di istituti aventi analogo contenuto, a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, l’intero ammontare percepito costituisce reddito”.

Sul punto la Relazione illustrativa precisa che tale nuova disposizione è finalizzata a risolvere il problema inerente i redditi provenienti da trust “opachi” esteri per i quali i beneficiari italiani risultano impossibilitati a distinguere la parte delle attribuzioni riferibile al patrimonio del trust rispetto a quelle riferibili al reddito.

 

UTILIZZO DATI FATTURE ELETTRONICHE – Art. 14

Con l’introduzione del nuovo comma 5 all’art. 1, D.Lgs. n. 127/2015 è previsto che i file delle fatture elettroniche sono memorizzati fino al 31.12 dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, per essere utilizzati: O dalla Guardia di Finanza nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria;

O dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e controllo.

In sede di attuazione della nuova disposizione l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza adottano idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati prevedendo apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo, in coerenza con le disposizioni del Codice Privacy.

La Relazione illustrativa al Decreto in esame precisa che tale disposizione è finalizzata a prevedere la memorizzazione e l’utilizzo dei file XML delle fatture elettroniche e tutti i dati in essi contenuti, compresi quelli ex art. 21, comma 2, lett. g), DPR n. 633/72 (natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione), per consentirne l’utilizzo sia ai fini fiscali che per finalità di indagini di polizia economico-finanziaria, da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

 

PROROGA AL 2020 DEL DIVIETO DI EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA

Con la modifica dell’art. 10-bis, DL n. 119/2018, è previsto che anche per il 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) non possono emettere fattura elettronica con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al STS.

INVIO CON UN’UNICA OPERAZIONE  DEI DATI RELATIVI AL STS TRAMITE  IL REGISTRATORE TELEMATICO

Ai sensi del comma 6-quater dell’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015, introdotto dal DL n. 119/2018, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS)  possono adempiere all’obbligo     di memorizzazione / trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia  delle Entrate attraverso   la memorizzazione elettronica / trasmissione telematica dei dati, relativi a tutti i corrispettivi giornalieri, al STS.

Il citato comma 6-quater è ora integrato con la previsione che, a decorerre dall’1.7.2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al STS, adempiono alla memorizzazione e inviano i dati dei corrispettivi giornalieri “esclusivamente mediante la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri al Sistema tessera sanitaria, attraverso” un registratore telematico.

 

DICHIARAZIONI PRECOMPILATE – Art. 16

Con la modifica del comma 1 dell’art. 4, D.Lgs. n. 127/2015, è previsto che:

a decorrere dalle operazioni IVA  effettuate dall’1.7.2020 in via sperimentale, nell’ambito di   un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche / esterometro / corrispettivi telematici, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei soggetti passivi residenti e stabiliti in Italia, le bozze:
 - dei registri IVA ex artt. 23 e 25, DPR n. 633/72;

 - delle comunicazioni delle liquidazioni IVA periodiche;

a partire dalle operazioni IVA 2021, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche la bozza del mod. IVA.

 

IMPOSTA DI BOLLO FATTURE ELETTRONICHE – Art. 17

In caso di omesso, insufficiente / tardivo versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il SdI, l’Agenzia delle Entrate comunica telematicamente al contribuente l’ammontare dell’imposta da versare nonché della sanzione dovuta (30% dell’importo non versato) ridotta a un terzo e degli interessi.

Nel caso in cui, entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, il contribuente non provveda al versamento delle somme, l’Ufficio procede all’iscrizione a ruolo degli importi non versati.

 

LIMITE UTILIZZO DENARO CONTANTE – Art. 18

A seguito dell’introduzione del nuovo comma 3-bis all’art. 49, D.Lgs. n. 231/2007 è prevista la graduale riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante a:

€ 2.000 a decorrere dall’1.7.2020 fino al 31.12.2021;

 € 1.000 a decorrere dall’1.1.2022.

Di conseguenza per i primi 2 anni non è possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi in un’unica

soluzione in contante di importo pari / superiore a € 2.000 e successivamente pari / superiore a € 1.000.

La stessa modifica è stata apportata alla soglia di cui al comma 3 del citato art. 49 relativo alla negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nella specifica sezione prevista dall’art. 17-bis, D.Lgs. n. 141/2010, c.d. “cambia valute”.

È stato inoltre rimodulato il minimo edittale della sanzione prevista dall’art. 63, D.Lgs. n. 231/2007 per i trasferimenti di contante in misura superiore al limite prevedendo che:

per le violazioni commesse dall’1.7.2020 fino al 31.12.2021 il minimo è pari a € 2.000;

per quelle commesse a decorrere dall’1.1.2022 è pari a € 1.000.

 

LOTTERIA DEGLI SCONTRINI – Artt. 19, comma 1, lett. a) e 20

Con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2020, l’art. 1, comma 540, Finanziaria 2017 prevede la possibilità da parte dei contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni / servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate di partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Per partecipare all’estrazione è necessario che al momento dell’acquisto:

il contribuente comunichi il proprio codice fiscale all’esercente;

l’esercente trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione / prestazione.

Con la modifica del citato comma 540 i premi attribuiti nell’ambito della lotteria non sono tassati in capo al percipiente e sono esenti da qualsiasi prelievo erariale.

   È prevista la sanzione da € 100 a € 500 in capo all’esercente che al momento dell’acquisto:

rifiuti il codice fiscale del contribuente;

o

non trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione / prestazione.

Non è applicabile il c.d. “cumulo giuridico” ex art. 12, D.Lgs. n. 472/97.

 Fino al 30.6.2020 la sanzione non si applica agli esercenti che assolvono temporaneamente l’obbligo di memorizzazione dei corrispettivi mediante il registratore di cassa già in uso (sugli scontrini fiscali non è possibile indicare il codice fiscale del contribuente) ovvero ricevuta fiscale.

 

PREMI CASHLESS – Art. 19, comma 1, lett. b)

Con la riscrittura del comma 542 dell’art. 1, Finanziaria 2017, al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori sono istituiti premi speciali, per un ammontare complessivo annuo non superiore a € 45 milioni, da attribuire tramite estrazioni aggiuntive a quelle ordinarie previste per la predetta lotteria nazionale, ai soggetti (persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni / servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione) che effettuano transazioni tramite strumenti che consentano il pagamento elettronico.

Sono altresì previsti premi anche per gli esercenti che certificano le cessioni di beni / prestazioni di servizi mediante fattura elettronica ex art. 2, comma 1, D.Lgs n. 127/2015.

Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

CERTIFICAZIONI FISCALI E PAGAMENTI ELETTRONICI – Art. 21

Ai sensi dell’art. 5, D.Lgs. n. 82/2005, c.d. “Codice dell’Amministrazione Digitale”, le Pubbliche amministrazioni / gestori di servizi pubblici / società a controllo pubblico, sono obbligati ad accettare, tramite una specifica piattaforma, i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento elettronico, inclusi, per i micro-pagamenti, quelli basati sull’uso del credito telefonico.

Con l’aggiunta del nuovo comma 2-sexies al citato art. 5 è previsto che tale piattaforma può essere utilizzata  anche  anche  per  facilitare  e  automatizzare,  attraverso  i  pagamenti  elettronici, i processi di certificazione fiscale tra soggetti privati, quali, ad esempio, la fatturazione elettronica e la memorizzazione / trasmissione dei corrispettivi giornalieri ex artt. 1 e 2, D.Lgs. n. 127/2015.

In altre parole, come specificato nella Relazione illustrativa, l’obiettivo è quello di integrare la citata piattaforma con ulteriori funzionalità al fine di mettere a disposizione, in modo automatico durante  il pagamento, i dati necessari per la produzione della fattura elettronica agli esercenti aderenti e ai loro eventuali provider di fatturazione, per le transazioni effettuate mediante carta di pagamento su POS opportunamente integrati.

 

CREDITO D’IMPOSTA COMMISSIONI PAGAMENTI ELETTRONICI – Art. 22

È previsto un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni

effettuate tramite carte di credito / debito / prepagate a favore degli esercenti attività d’impresa / lavoratori autonomi a condizione che i ricavi / compensi relativi all’anno precedente  non siano superiori a € 400.000.

 Il credito d’imposta:

spetta per le commissioni dovute in relazione alle cessioni di beni / prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali a decorrere dall’1.7.2020;

è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24 a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa;

va indicato nella dichiarazione dei redditi di maturazione del credito ed in quelle successive fino alla conclusione dell’utilizzo;

 non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR.

Si evidenzia che l’agevolazione è applicabile nel rispetto delle condizioni e dei limiti degli “aiuti de minimis” di cui al Regolamento UE n. 1407/2013.

Gli operatori che mettono a disposizione degli esercenti i predetti sistemi di pagamento devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie per verificare la spettanza del credito.

Le modalità ed il contenuto delle comunicazioni sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

MANCATA ACCETTAZIONE PAGAMENTI CON CARTE DI DEBITO E CREDITO – Art. 23

L’art. 15, comma 4, DL n. 179/2012 dispone, per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti / prestazione di servizi, anche professionali, l’obbligo di accettare pagamenti effettuati con carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito / credito.

Con l’introduzione del nuovo comma 4-bis al citato art. 15, è prevista a decorrere dall’1.7.2020 una specifica sanzione in caso di mancata accettazione, da parte del soggetto obbligato, di un pagamento di qualsiasi importo, eseguito con una carta di pagamento.

La sanzione risulta pari a € 30 aumentata del 4% del valore della transazione.

 

IMPONIBILITÀ IVA SCUOLE GUIDA – Art. 32

Con la modifica dell’art. 10, comma 1, n. 20), DPR n. 633/72 è adeguata la normativa IVA nazionale alla sentenza della Corte di Giustizia UE 14.3.2019, causa C-449/17 (Informative SEAC 26.3.2019, n. 99 e 4.9.2019, n. 245).

In particolare, il precedente riferimento alle prestazioni “didattiche di ogni genere” è sostituito con “le prestazioni d’insegnamento scolastico o universitario”. La disposizione in esame è applicabile a decorrere dall’1.1.2020.

Nell’ambito delle predette prestazioni d’insegnamento non è ricompreso l’insegnamento della guida automobilistica al fine dell’ottenimento della patente per i veicoli di categoria B / C1. È opportuno che sia chiarito il trattamento IVA applicabile al conseguimento delle patenti di categoria diversa (ad esempio, AM, A, C, D, ecc.).

In tale contesto il Legislatore ha previsto che “sono fatti salvi” i comportamenti adottati dai contribuenti fino al 31.12.2019 (non è chiaro se tale “esimente” è riferita ai soggetti che hanno applicato l’IVA ovvero a coloro che hanno continuato a considerare esenti le proprie prestazioni).

Inoltre è soppresso l’esonero dalla certificazione tramite scontrino / ricevuta fiscale previsto dall’art. 2, lett. q), DPR n. 696/96 per le prestazioni finalizzate al conseguimento della patente rese dalle autoscuole.

Contestualmente, fino al 30.6.2020 le autoscuole possono certificare le predette prestazioni con l’emissione dello scontrino / ricevuta fiscale in luogo della memorizzazione elettronica / trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate (utilizzo registratore telematico).

 

COMPARTECIPAZIONE COMUNALE AL GETTITO ACCERTATO – Art. 34

È prorogata fino al 2021 l’attribuzione ai Comuni che abbiano contribuito all’attività di accertamento, (ex art. 1, comma 12-bis, DL n. 138/2011) di una quota pari al 100% delle somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo.

 

INCENTIVI CONTO ENERGIA – Art. 36

Al fine di superare il divieto di cumulo degli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con la detassazione di cui all’art. 6, commi da 13 a 19, Legge n. 388/2000, c.d. “Tremonti ambiente” che consentiva alle piccole e medie imprese (PMI) di beneficiare della detassazione del costo degli investimenti ambientali, è previsto che il contribuente, per mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal GSE per la produzione di energia elettrica, deve versare una somma

“determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente”.

I soggetti che intendono avvalersi della predetta definizione devono:

presentare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate le cui modalità / contenuto saranno individuate da uno specifico Provvedimento;

versare gli importi dovuti entro il 30.6.2020.

Nella predetta comunicazione il contribuente deve:

 indicare l’eventuale pendenza di giudizi relativi il recupero delle agevolazioni non spettanti;

rinunciare agli stessi giudizi che sono sospesi dal Giudice (dietro presentazione di copia della comunicazione e nelle more del pagamento delle somme dovute).

L’estinzione del giudizio è subordinata:

-  al perfezionamento della definizione;

-  alla produzione della documentazione attestante i pagamenti effettuati.

 

RIAPERTURA TERMINE DI PAGAMENTO “ROTTAMAZIONE-TER” – Art. 37

È stato prorogato dal 31.7.2019 al 30.11.2019 il termine di pagamento dell’unica soluzione / prima rata delle somme dovute ai fini della c.d. “rottamazione-ter” relativa ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2017, comprese quelle dovute dai soggetti che hanno aderito alla definizione ex DL n. 148/2017 ammessi alla rottamazione-ter ovvero a seguito di presentazione dell’istanza di adesione nonché dai soggetti colpiti dal sisma del Centro Italia avente inizio il 24.8.2016 per i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 30.9.2017.

La proroga riguarda, in particolare, coloro che hanno aderito alla definizione tramite presentazione del mod. DA-2018 / mod. DA-2018-D entro il 30.4.2019 ovvero ammessi automaticamente alla rottamazione-ter.

Come evidenziato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame “l’intervento normativo è volto ad evitare disparità di trattamento tra i debitori che hanno tempestivamente presentato la propria dichiarazione di adesione alla c.d. «rottamazione -ter» entro il 30 aprile 2019 - ovvero che provengono dalla c.d. «rottamazione-bis» o siano stati colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 nell’Italia Centrale - e quelli che hanno fruito della riapertura del termine di relativa presentazione alla data del 31 luglio 2019” utilizzando il mod. DA-2018-R.

 

 

Definizione agevolata

Versamento

 

Modalità

Scadenza originaria

Scadenza prorogata

 

 

Soggetti che hanno aderito alla rottamazione-ter

Unica soluzione / 1° rata

31.7.2019

30.11.2019

2° rata

30.11.2019

 

16 rate successive

A decorrere dal 2020:

entro il 28.2, 31.5, 31.7 e 30.11 di ogni

anno (fino al 2023)

Soggetti che hanno aderito alla rottamazione-bis con pagamento rate luglio / settembre / ottobre 2018 entro 7.12.2018 ammessi alla rottamazione-ter

Unica soluzione / 1° rata

31.7.2019

30.11.2019

2° rata

30.11.2019

8 rate successive

31.7 e 30.11 di ogni anno (entro 2023)

Soggetti che hanno aderito rottamazione-bis senza pagamento rate luglio / settembre / ottobre 2018 entro 7.12.2018 ammessi alla rottamazione-ter

Unica soluzione / 1° rata

31.7.2019

30.11.2019

2° rata

30.11.2019

8 rate successive

28.2, 31.5, 31.7 e 30.11 (2020 e 2021)

Soggetti colpiti dal sisma Centro Italia che hanno aderito alla

rottamazione-ter

Unica soluzione / 1° rata

31.7.2019

30.11.2019

2° rata

30.11.2019

8 rate successive

31.7 e 30.11 di ogni anno (entro 2023)

 


Con la modifica del D.Lgs. n. 74/2000 in materia di sanzioni penali è disposto che:

REATI TRIBUTARI – Art. 39

in caso di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture / altri documenti per operazioni inesistenti è prevista la reclusione da 4 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni). Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote;

con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 2 del citato Decreto se l’ammontare degli elementi passivI fittizi è inferiore a € 100.000, è applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni;

in caso di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero documenti falsi / altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’Amministrazione finanziaria) è applicabile la reclusione da 3 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni);

In caso di dichiarazione infedele è prevista la reclusione da 2 a 5 anni (in precedenza da 1 a 3 anni) se:

l’IRPEF / IRES / IVA evasa è superiore a € 100.000 (in precedenza € 150.000);

l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti, è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, superiore a € 2 milioni (in precedenza € 3 milioni).

in caso di omessa dichiarazione è prevista la reclusione da 2 a 6 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 4 anni). L’omessa presentazione del mod. 770 è punita con la reclusione da 2 a 6 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 4 anni) qualora l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a € 50.000;

in caso di emissione di fatture / altri documenti per operazioni inesistenti è prevista la reclusione da 4 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni). Con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 8 del citato Decreto se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture / documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a € 100.000, è applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni;

in caso di occultamento / distruzione di documenti contabili è prevista la reclusione da 3 a 7 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni);

in caso di omesso versamento di ritenute dovute / certificate per un ammontare superiore a € 100.000 (in precedenza € 150.000) per ciascun periodo d’imposta è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni;

in caso di omesso versamento dell’IVA per un ammontare superiore a € 150.000 (in precedenza € 250.000) per ciascun anno è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Le suddette disposizioni sono applicabili dalla data di pubblicazione sulla G.U. della Legge di conversione del Decreto in esame.

 

ACQUISTO DISPOSITIVI ANTIABBANDONO – Art. 52

Con la sostituzione dell’art. 1, comma 296, Finanziaria 2019 è previsto, per il 2019 e il 2020, un contributo per l’acquisto dei c.d. “dispositivi antiabbandono”. In particolare, per ciascun dispositivo acquistato è riconosciuto un contributo pari a € 30, fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

Le disposizioni attuative sono demandate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

 

RINNOVO PARCO VEICOLARE AUTOTRASPORTATORI – Art. 53

È previsto lo stanziamento di ulteriori risorse da destinare al rinnovamento del parco veicolare delle imprese attive in Italia e iscritte al Registro elettronico nazionale (REN) e all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.

In particolare, l’oggetto del finanziamento sono gli investimenti avviati dal 27.10.2019 fino al 30.9.2020 finalizzati all’acquisto, anche in leasing, di autoveicoli:

nuovi di fabbrica;

adibiti al trasporto di merci;

di massa complessiva a pieno carico pari / superiore a 3,5 t;

a trazione alternativa a metano (CNG) / gas naturale liquefatto (GNL) / ibrida (diesel / elettrico) / elettrica (full electric) ovvero a motorizzazione termica e conformi alla normativa Euro 6.

Per accedere all’agevolazione è necessaria la contestuale rottamazione di veicoli:

a motorizzazione termica fino a Euro 4;

adibiti al trasporto di merci;

di massa complessiva a pieno carico pari / superiore a 3,5 t.

Il contributo spettante, da un minimo di € 2.000 a un massimo di € 20.000 per ciascun veicolo, è determinato dalla:

massa complessiva a pieno carico;

modalità di alimentazione.

Le disposizioni attuative sono demandate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

Si evidenzia che il contributo in esame non è cumulabile con altre agevolazioni relative alle medesime tipologie di investimenti, inclusi gli “aiuti de minimis” di cui al Regolamento UE n. 1407/2013.

 

ACCONTO IRPEF / IRES / IRAP SOGGETTI ISA – Art. 58

A decorrere dal 27.10.2019, a favore dei soggetti esercenti attività per le quali sono stati approvati gli ISA (con ricavi / compensi non superiori a € 5.164.569), l’acconto IRPEF / IRES / IRAP va versato in 2 rate di pari importo (50%). La disposizione è applicabile anche ai soci / associati / collaboratori familiari / società trasparenti ex art. 115 e 116, TUIR.

Per l’acconto 2019 è “fatto salvo” quanto già versato con la prima rata (40%). Di fatto, per tale anno la misura dell’acconto risulta pari al 90% (40% prima rata + 50% seconda rata).

L’acconto 2019 va determinato nella misura del 90% (anziché 100%) anche da parte dei soggetti tenuti al versamento in unica soluzione.